ISIDE E L’ALCHIMIA

Iside e l'alchimia

Nel dominio di Iside rientravano le trasformazioni sia fisiche che spirituali ottenute mediante pratiche alchemiche e tramite la filosofia.

Indubbiamente la protezione che la dea riservò agli studiosi di Alessandria ebbe l’effetto di rafforzare la reputazione delle sue doti alchemiche.

L’associazione tra Iside e l’alchimia, insieme alla produzione dell’oro e al raggiungimento dell’immortalità spirituale appariva del tutto ovvia.

I miti le attribuivano la resurrezione di Osiride e la creazione dei riti di mummificazione, la sua fama di maga in possesso del nome segreto di Ra era di antica origine.

Un documento, in cui Iside istruisce suo figlio Horus, ci dà un’idea dell’alta considerazione di cui era fatta oggetto la dea dagli antichi alchimisti.

Questi documenti, tramandati da una generazione all’altra, hanno preservato la memoria di Iside e probabilmente possono aver avuto parte nello sviluppo del tema dell’amor cortese, dato che in questi documenti il simbolismo spirituale/chimico spesso trovava espressione in termini sessuali e sentimentali.

Inoltre questi manoscritti favorirono l’eguaglianza delle donne, grazie alla presenza saggia e attiva di Iside intenta a istruire il figlio e alla testimonianza che essi offrirono delle numerose donne dedite all’alchimia durante l’impero romano.

Di alcune di esse il ricordo è giunto sino a noi

Una portava il nome Cleopatra e ha lasciato un diagramma dell’ Ouroboros; Maria l’Egiziana, un’altra donna alchemica, collaborò con Zosimo, celebre alchimista di Akhmin, nella compilazione di un’enciclopedia alchemica in ventotto libri.

Anche nel medioevo, non di rado, alchimisti di sesso maschile avevano assistenti di sesso femminile ritenute essenziali al compito dell’opera.

A volte streghe perseguitate trovarono asilo presso gli alchimisti ai quali erano ben note le loro cognizioni in fatto di erbe e preparati farmaceutici.

La parola alchimia sembra derivi dal nome arabo dell’Egitto, al-Khem cioè “Fuori dalla terra nera”, la terra coperta dal fertile limo scuro depositato dalle inondazioni del Nilo.

Fin dai tempi antichi l’Egitto era considerato la patria delle pratiche e delle filosofie alchemiche; oltre a Iside anche Thot era venerato come dio dell’alchimia e divino maestro di quell’arte.

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