Malleus Maleficarum

Martello delle streghe

Malleus Maleficarum

Il Malleus Maleficarum (Il martello delle streghe) era un testo latino considerato il manuale per combattere la stregoneria, il paganesimo e l’eresia scritto da due frati domenicani nel 1487, Sprenger e Kramer, e consisteva in una raccolta di credenze e di nozioni, spesso estrapolate da testi più antichi, sul fenomeno della stregoneria.

Era il più noto dei tre trattati principali pubblicati sulla questione alla fine del XV secolo: gli altri due furono il Formicarius di Johannes Nider (1475, ma composto tra il 1436 e il 1437) e il De lamiis et phitonicis mulieribus (Delle streghe e delle indovine) di Ulrich Molitor (1489).

Il libro era diviso in tre parti.

La prima affrontava la discussione sulla natura della stregoneria. Le donne, a causa della loro debolezza e a motivo del loro intelletto inferiore erano propense a cedere alle tentazioni di Satana.

La seconda parte riprendeva molte posizioni espresse nella prima e le approfondiva nel tentativo di far comprendere “il modo di fare le stregonerie e il modo in cui si possono facilmente eliminare”.

L’ultima parte si occupava di fornire istruzioni pratiche sulla cattura, il processo, la detenzione e l’eliminazione delle streghe.

L’inquisizione, armata del Malleus Maleficarum, instaurò quindi un regime di terrore in tutta Europa.

Nelle inchieste e negli interrogatori, la regola che veniva applicata alle prove era molto semplice: qualunque fatto sul quale giurassero due testimoni, poco importava se inventato o meno, veniva considerato come prova.

Le domande poste dall’inquisitore erano un trabocchetto escogitate al fine di raggirare sia il testimone sia l’inquisito.

Un esempio:
l’inquisitore domandava al sospettato se credeva o meno che esistesse la stregoneria e che grazie a questa si potessero scatenare tempeste e fare fatture.

Ovviamente la maggioranza delle persone, ingiustamente accusata di stregoneria, rispondeva negando e qui scattava la trappola.

L’imputato negava di credere alla stregoneria?
Quindi le streghe erano state bruciate ingiustamente e l’inquisizione aveva commesso degli sbagli?

Qualsiasi fosse la risposta, non c’era via di scampo, si era colpevoli o per stregoneria o per aver contestato l’inquisitore.

Nessuno poteva criticare la sentenza di colpevolezza, pena la condanna per eresia con conseguente messa al rogo.

La Strega
Salvator Rosa: La strega
Part.olio su tela 1646 c.
Roma Musei Capitolini

 

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